Col senno di poi :: inno alla procrastinazione

Col senno di poi

Bittersweet

Posted on July 2nd, 2008 by bardo
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La giornata scorre lenta come un serpente nella giungla. Similitudine azzardata e dall’aria un po’ stupida, ma è proprio così. Le ondate di afa hanno lasciato il posto a fresco e zanzare tigre, che accorrono a frotte richiamate dallo schermo acceso nel buio. Mi faccio strada tra i tasti nella semioscurità, abitudine ormai completamente acquisita, senza pensare troppo a quello che sto scrivendo. Lascio che venga fuori così come vuole. È un po’ che non scrivo, specie di me. Ne ho bisogno ora.

Dovrei mangiare, sento la fame, ma proprio non mi va. Ho lo stomaco annodato, e neanch’io so veramente perché: ci sono ragioni felici perché sia così, altre meno. È strano come la vita riesca spesso ad essere agrodolce, dosando accuratamente gioie e dolori, restando il più delle volte parca nel somministrarci uno solo dei due calici alla volta.

Ieri è stata una notte confusa, che ha lasciato più domande che risposte. Oggi sono arrivate alcune delle risposte e si sono dimostrate più insoddisfacenti che altro, portando ad ulteriori domande. Sono arrivate anche risposte a domande non fatte, appena subvocalizzate a bassissima frequenza lungo l’arco degli ultimi mesi. Il risultato sono sorrisi e lacrime, in qualche caso entrambi sul volto della stessa persona. A me è arrivato il nodo allo stomaco, e non so davvero per cosa.

Io? Io aspetto. Ho imparato ad aspettare.

Cercasi nuovo tema

Posted on April 10th, 2008 by bardo
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CDO, non riesco a trovarne uno che sia come voglio io. Informatemi se ve ne capita sottomano uno circa così:

  • due colonne
  • liquido
  • primario nero o grigio scuro, secondario bianco e/o grigio
  • molto leggibile
  • layout in generale pulito

Sono inoltre titoli preferenziali:

  • angoli rounded
  • effetto glossy (non esagerato)
  • costruito direttamente su Wordpress 2.5

Mi sa che me lo faccio da solo.

Solo per avere una scelta…

Posted on April 1st, 2008 by bardo
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Sto valutando in questi giorni se fare qualcosa di molto cattivo a qualcuno che se lo merita. Qualcuno che legge regolarmente queste pagine. Se avete la coscienza a posto state pure tranquilli, se invece così non è… dormite preoccupati, e non sentitevi al sicuro solo perché credete che io non sappia nulla: forse è tutto il contrario.

Questo non è che un avvertimento, solo per dire che oggi mordo. Commenti disabilitati, e non mi contattate in chat, al telefono o altrove per questo post.

2007-05-27, 02:13

Posted on May 27th, 2007 by bardo
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«Sbrigati» mi dissi sentendo un tuono in lontananza, ben sapendo che non avrei minimamente accelerato l’andatura. Salii i gradini con calma, il cielo nero su di me, e uscii in strada. Un’eco di chitarra, il vociare di ragazzi, lo squittio di un pipistrello: null’altro mi giunse all’orecchio, ma già questo bastava. Auto abbandonate come carcasse. Palazzi di finestre. La gru oltre la fabbrica: io nella mia mente già vedevo quel che sarebbe sorto al suo posto, solo pochi mesi dopo. Altri tuoni, forse anche un lampo. Avevo addosso quella strana malinconia di chi si sente solo senza alcuna ragione, ma di chi fosse la colpa, se di Madeleine, di Billie o di Joanna, questo non lo sapevo. Rumore di passi dietro di me, di tacchi femminili: mi affrettai a chiudermi alle spalle il cancello poiché non volevo parlare con nessuno. Subito me ne pentii, immaginai quanto meglio sarebbe passata la notte, ma ormai era fatta. Le prime gocce, rade sulle braccia nude, sembravano volermi mettere fretta, io però non accennai ad aumentare il passo, e anzi mi sforzai di trovar piacere in quei goccioloni sempre più frequenti, conscio del riparo dell’androne ormai vicino. L’aria notturna presagiva uno scroscio improvviso che non tardò ad arrivare, ma io lo precedetti al portone e venni inghiottito dall’edificio, prima che quello riuscisse ad aggredirmi. Una stanza semibuia mi attendeva, illuminata solo dalle lampade di sicurezza. Chiamai l’ascensore e poggiai la testa allo stipite, in attesa. Fuori la pioggia si stava già calmando. La porta mi si aprì davanti scorrendo ed io entrai in quel luogo di non-pensiero in salita, abbandonandomi ad un vuoto quanto omnicomprensivo flusso di coscienza. Premetti meccanicamente il pulsante e quando fui separato dal resto del mondo il tempo si fermò. Qualche secondo o qualche secolo dopo mi riscossi: ero di nuovo libero di uscire, e quattro giri di chiave più tardi ero a casa.

Nodi

Posted on October 7th, 2006 by bardo
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È “bello e strano” quando persone che non si sentivano da un sacco di tempo ricompaiono così, quasi per caso, lasciandoti un post-it enigmatico e, a modo suo, profumato. Che lascia intendere, ma non spiega, che non fa altro che aumentare la curiosità: e torna quella deliziosa sensazione di parole dovute, di storie non ancora raccontate, di un cerchio che, a modo suo, tende a chiudersi.

Era da vedere, poi, la mia espressione, tra l’incredulo e il felice, perché tante volte questo pensiero pucciato nella malinconia si era fatto sentire, correndo veloce in un vicolo parallelo al mio perenne Maelstrom mentale, ma non sapevo cosa fare, come muovermi, e non mi restava che aspettare.

Ora sei qui. Bentornata. :)

Si va in vacanza!

Posted on July 19th, 2006 by bardo
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Finalmente in partenza, dopo un exploit conclusivo non da poco (un potentissimo 20 in Analisi 1… e chi non conosce la mia prof non può capire), e i preparativi fervono… in un certo senso. Tante sono le cose da fare prima di potersi tirare la porta dietro le spalle, e poco il tempo per farle: tra cinque ore si parte, chissà se riesco anche a dormire un po’, nell’attesa.

Quanto tempo, dall’ultima volta che ho scritto, e quante volte ho pensato di farlo e poi il tempo è mancato. Dodici giorni pieni zeppi di esami, impegni, casini e cose da fare, con qualcuno che è in grado di sconvolgermi i piani tutte le volte, con mio grande piacere, anche se non sono sicuro che se ne renda conto. E anche Analisi 2 è perso, ma va bene così.
E così sono qui, con le valigie ancora da fare, visto che ho avuto da fare tutto il giorno, tra dare una sistemata in casa, cercare di far funzionare il laptop che devo portarmi via per studiare e fare un po’ d’ordine nella mia stanza. Operazione più complessa del previsto, quest’ultima, perché da un po’ di giorni (grazie Syl =* ) c’è qualche computer più del solito in giro. Meglio chiarire con un indubbiamente insostituibile supporto grafico (un’immagine vale più di mille parole):

Tutti i piccini!

La mia scrivania si presenta così. Dopo aver fatto ordine. Pensate cos’era tutta la stanza prima. Notare i post-it gialli, su cui ho meticolosamente annotato cosa c’è in ogni computer, cosa manca, di cosa avrebbe bisogno e chi ne ha fatto richiesta. Ah, altri tre non si vedono, non avevo più posto sotto la scrivania. Quei due cosi che occupano poco spazio, nel mezzo, sono switch a 16 porte.

Quando mio papà entrerà in camera mia ci sarà da ridere, ma non ci sarò io. ;-) Buone vacanze a tutti…

Like fountains

Posted on July 7th, 2006 by bardo
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Allora non sapevo quanto era vero. Ora lo so, e accidenti se mi pesa.

A scar inside
For such a long time
I’ll do it all over again
Can’t face the wounds
Have to go on
Stop remembering

Time by time shades reach the surface
A mental breakdown they provide
Accept, clear up, clean up, go on
and soon I’ll show some pride

There’s enough to go on further
Don’t force to forget

You seem to go on when you are that strong and fighting
Whatever it takes, your will never breaks
You last and last
And I will be there for you my dear
For you to go on when you are that strong and fighting

Till the day I’m done with the shades
The rage I create towards myself, the hate
To claim the blame that I feel
To damage the dreams I need
Facing uncertainty
Facing the truth
Got to get on through
Blaming myself
Blame at last
…And please forget

You seem to go on when you are that strong and fighting
Whatever it takes, your will never breaks
You last and last
And I will be there for you my dear
For you to go on when you are that strong and fighting

(Perdonami, se puoi, ma dovevo pubblicarlo.)

Lavori in corso

Posted on June 9th, 2006 by bardo
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Sono uscite le date degli esami. E io che faccio? Studio, ovviamente. Magari non proprio quello che dovrei, ma studio…

È un’altra notte creativa, questa, e la voglia di fare, produrre, imparare si fa di nuovo sentire. Devo dire grazie ad un paio di persone, una in particolare che mi ha incidentalmente fatto conoscere Stelarc, un tipo magari un po’ pazzo, ma davvero di grande ispirazione. Peccato che mi tocchi andare a nanna, per riuscire ad alzarmi domani. Dannato mondo che gira al contrario! La mattina è fatta per dormire, quando lo capirete, stupidi zombie?
Per il momento non dico molto sui progetti che ho intrapreso: soltanto che sono due cose che prima non mi attiravano per nulla, mentre ora le trovo molto più interessanti. Una delle due, tra l’altro, è fuori dai miei soliti schemi mentali, e credo che stupirebbe più di una persona. Chissà se avrò il tempo e la forza di volontà di cavarne fuori qualcosa… lo spero davvero, per una volta…

Ultima news, che per molti tanto news non è: domenica sera ovviamente vi aspetto tutti al Goganga per la seratona del Garage della Nebbia, con cui mi pregio di collaborare. Vorrei postare una bella locandina, ma per colpa di qualcuno non ne ho ancora una, nonostante gliela chieda da settimane, quindi se non sapete di che si tratta vi prego di venire sulla fiducia. Mi raccomando, più siamo più ci divertiamo, si comincia alle 19.30 con aperitivo e si va avanti ad oltranza, tra teatro, musica e danza. Vi aspetto!

UPDATE: habemus locandinam!

Suggestion diabolique by GdN

Improbitas e pietate?

Posted on June 5th, 2006 by bardo
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Cerca, cerca, cerca, cerca una ragione per tutto quello che stai facendo. Perché stai facendo male a delle persone, e ci deve essere un motivo. E il motivo c’è? Non lo sai, ma a te sembra tutto così naturale, ti sembra che ogni cosa venga da sé. Così tante cose da dire, e non trovi uno straccio di ragione per farlo. Perché è tutto così ovvio che anche un bambino lo capirebbe. Un bambino, ma non i diretti interessati. Come primigenii Eloi sembrano aver perso la capacità di intendere e comprendere il mondo che gli scorre attorno, si sono costruiti un bozzolo protettivo dal freddo flusso esterno.

Ecco, qui io sono, qui io agisco, perché io sono parte del flusso, e ne detengo il controllo. Io sono intorno a loro, armato di mazze e picconi. Colpisco il loro guscio fino a romperlo, finché non capiranno. «Lo farai con forza, con cattiveria, se necessario», mi ero detto. Ebbene, è necessario, per essere fino in fondo artefice del mio destino, per mettere loro tra le mani il proprio, e colpirò senza troppi rimpianti, anche se, in fondo, sanguino.

Nannaterapia

Posted on May 24th, 2006 by bardo
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Chi mi conosce sa bene che il vittimismo è uno dei miei sport preferiti, e che lamentarmi mi dà grandi soddisfazioni. Se poi mi ha incontrato negli ultimi giorni, gli avrò sicuramente esternato la mia stanchezza, più e più volte, fino alla noia. Beh, per una volta forse avevo ragione. Oggi, dopo quasi una settimana a ritmi serratissimi, sono entrato in casa alle nove di sera e sono letteralmente collassato sul letto. Non c’è stato verso di farmi alzare (né di tirarmi fuori di bocca qualcosa di sensato) fino all’una, quando per forza di cose ho iniziato a connettere davanti a La Russa e Bruno Vespa. Lo so, per il resto del mondo sono soporiferi, a me invece fanno squillare un campanello d’allarme nella mente, chissà come mai.

E ora stiamo (Stiamo? Io e chi?) cercando di usare decentemente quest’attimo di lucidità almeno per riprendere le fila del blog, soffocato da questa vita troppo serrata per il sottoscritto. Mi serve un po’ di pausa. Mi servono un sacco di cose. Altre cinque ore di sonno. Chissà, magari riesco almeno a sognarmele.

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