Col senno di poi :: inno alla procrastinazione

Col senno di poi

Nannaterapia

Posted on May 24th, 2006 by bardo
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Chi mi conosce sa bene che il vittimismo è uno dei miei sport preferiti, e che lamentarmi mi dà grandi soddisfazioni. Se poi mi ha incontrato negli ultimi giorni, gli avrò sicuramente esternato la mia stanchezza, più e più volte, fino alla noia. Beh, per una volta forse avevo ragione. Oggi, dopo quasi una settimana a ritmi serratissimi, sono entrato in casa alle nove di sera e sono letteralmente collassato sul letto. Non c’è stato verso di farmi alzare (né di tirarmi fuori di bocca qualcosa di sensato) fino all’una, quando per forza di cose ho iniziato a connettere davanti a La Russa e Bruno Vespa. Lo so, per il resto del mondo sono soporiferi, a me invece fanno squillare un campanello d’allarme nella mente, chissà come mai.

E ora stiamo (Stiamo? Io e chi?) cercando di usare decentemente quest’attimo di lucidità almeno per riprendere le fila del blog, soffocato da questa vita troppo serrata per il sottoscritto. Mi serve un po’ di pausa. Mi servono un sacco di cose. Altre cinque ore di sonno. Chissà, magari riesco almeno a sognarmele.

Ma chi ci crede più alle coincidenze?

Posted on May 17th, 2006 by bardo
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Ancora quella dannata luce si mette a lampeggiare. Sembra sempre che voglia avvisarmi di qualcosa.

Sogni…

Posted on May 16th, 2006 by bardo
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Sogno tanto e spesso in questo periodo. A prescindere dalle questioni puramente biologiche (si sogna sempre, semplicemente non ce ne ricordiamo perché ci svegliamo lontano dalle fasi REM), l’aumento è impressionante. Prima succedeva forse una volta ogni due mesi, ora è quasi quotidiano, e ricordo anche abbastanza bene quello che ho sognato. Non è un caso: sto riprendendo i contatti con la mia componente onirica, è ormai quasi un paio di settimane che ci sto lavorando.

L’interesse è tornato un paio di settimane fa, discutendo di sonno polifasico e di come aiuta ad avere sogni lucidi. Nei sogni lucidi avviene una cosa molto particolare: ci si rende conto di sognare, e si assume un parziale controllo sull’evoluzione del sogno stesso. Ci sono svariate tecniche per favorire la possibilità di un sogno lucido, e altre che servono, una volta nel sogno, a rendersi conto che non è un mondo reale (cosa spesso difficile, nonostante le evidenti incongruenze con la realtà).

La prima parte non è molto difficile. Dato che le differenze tra sogno e realtà diventano evidenti ad un’analisi sufficientemente attenta (non tanto nell’apparenza delle cose, quanto nell’interazione che possiamo avere con esse), prestare la massima attenzione a quello che accade è il modo migliore per avere un sogno lucido. Per questo ci può essere utile una specie di autoipnosi: andare a dormire con la ferma intenzione di accorgerci di tutte le più piccole cose che vedremo nel sonno. Sembra una stupidaggine, ma è il modo migliore di guadagnare la coscienza di ciò che accade nei nostri sogni, invece di lasciarli essere un film che ci scorre davanti agli occhi o poco più.

Una volta arrivati fin qui, il lavoro è fatto solo a metà, e bisogna adottare quei piccoli trucchi di cui parlavo prima. Ad esempio gli interruttori. Di solito gli interruttori dei sogni non funzionano, o fanno cose che non dovrebbe fare un interruttore normale, come far sparire una parete della stanza, ad esempio. Un altro test molto comune è la forza di gravità, che di solito è molto più debole di quella reale, o addirittura variabile (normale mentre camminiamo, debole, assente o “controllabile” quando saltiamo o siamo in aria).

Ci sono poi molte altre tecniche (che per uno con ritmi di sonno così variabili e poco prolungati come me sono difficili o impossibili da mettere in pratica) che una veloce ricerca con google vi metterà a disposizione. Se la cosa vi interessa vi consiglio di provare, è un’esperienza molto particolare.
Il sogno lucido non è una tecnica che arriva da sola, o in breve tempo, serve costanza e applicazione, anche se non richiede un enorme impegno. Ancora non sono arrivato al sogno lucido vero e proprio (mi è capitato solo un paio di volte tempo fa, casualmente), ma posso assicurare che assumere un certo controllo sui propri sogni è piacevole, ed è a dir poco sorprendente quello che si riesce ad ottenere anche in breve tempo…

Come uno spacciatore colombiano

Posted on May 13th, 2006 by bardo
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Giornata spessa, ieri. Sono andato a comprare vestiti, avvenimento storico che ricorre meno frequentemente del mio compleanno. Molto meno. E stavolta mi sono dato al rinnovamento del guardaroba, un rinnovamento che chi mi conosce certamente non si aspetta. Programma per la serata: tutta la famiglia alla pizzeria King, mitico locale in cui le pizze debordano letteralmente dai piatti. Quale occasione migliore per mettere una delle nuove camicie? E così la mia dolcissima sorellina ha deciso di affibbiarmi l’appellativo di spacciatore colombiano. Proprio non capisco perché. Secondo voi?

Spacciatore colombiano sotto copertura

(Sì, quella camicia è proprio azzurra. E se pensate che sia finita qui… beh, vi ricrederete, ho ben di meglio nell’amadio ;).)

Quindi, tutti in macchina verso via Ascanio Sforza, che costeggia un naviglio dalle parti di Milano sud, circonvallazione esterna. Parcheggiamo e arriviamo di fronte al locale. Non gli si darebbe due lire dalla vetrina. Poi entriamo e scopriamo che sono tre sale, una più grande dell’altra, l’ultima è enorme, ci staranno cento persone. Ci danno un tavolo e cominciamo ad esaminare la tovaglietta di carta/menu, che presenta una scelta impressionante di pizze. Devo arrivare alla fine per trovare quella che voglio prendere, è la penultima della lista, ma si chiama Double ed è per due… finisce che la divido con mio padre. Sembra un po’ una fregatura, riceviamo mezza pizza a testa, ma dopo poco ci rendiamo conto che sono due pizze sovrapposte, due strati di pasta con il bordo in comune! Ho conservato l’angolo del menu per poter riportare tutti gli ingredienti:

  • crescenza
  • praga
  • speck
  • salvia
  • rosmarino
  • secondo strato di pasta
  • crescenza
  • salvia
  • rosmarino
  • crudo

Una bomba! E ovviamente sono stato il primo (di due, su quattro) a finire :D

Tornati a casa scopro che Elisa ha compiuto gli anni qualche giorno fa, e che a casa sua si festeggia. Faccio volentieri compagnia a mia sorella e mi lancio in questa avventura di sushi, metallari ubriachi, torte alle fragole, alcool, ragazze basse, Ferry Corsten e angoli scacciafiga. Cazzo, figata! (cit.)

Cronaca di un sabato all’insegna della mente libera

Posted on May 10th, 2006 by bardo
Posted in all'una e trentacinque circa, g33k1ng around | 3 Comments »

Orbene, come tutti sanno io non sono altro che un pigrone procrastinatore, e se qualcuno fa il lavoro per me, tanto meglio. Dunque, ecco ben due narrazioni del nostro bellissimo sabato pomeriggio/sera, tra la nuova sede di OpenLabs e il Giardino della Birra corredate di splendide foto. E visto che non è che non faccio proprio niente niente nella vita, tutte le foto sono mie. Così sapete con chi prendervela se fanno schifo :).

Certe piogge non si possono sprecare così

Posted on May 9th, 2006 by bardo
Posted in nocturama | 5 Comments »

Questa sera mi sono preso un po’ di tempo per me e sono andato a fare un giro al Parco delle Cave, sotto casa. Era tanto che non ci andavo di notte, quasi un anno, e già da qualche giorno stavo cercando l’occasione buona. Ho scelto la serata perfetta: nessuno in giro, temperatura buona e un vento inebriante, proprio come piace a me. E poi il cielo. Il cielo, qui in città, è una cosa molto particolare, la notte. L’inquinamento luminoso, lo stesso che ci impedisce di vedere le stelle, illumina di una luce tenue tutte le cose, in quelle aree oscure come i parchi, e permette di camminare al buio senza perdersi o farsi male.

Ecco, il vento era come se mi attraversasse, come acqua che si infila in ogni minimo interstizio e, spinta dalla sua stessa corrente, lava e purifica. Così era la mia mente, così mi sentivo: immemore di tutto, al di sopra di ogni male fatto e subìto. Respiro liquido. E quel cielo viola (Viola di chi? Viola di nessuno.) a rendere tutto così irreale, quasi onirico.
Mi ha preso una strana euforia. Ridevo, lì da solo. Ero felice. Lo sono stato, per tutta quella splendida mezz’ora.

Poi le prime goccioline. Ora di andare a casa, mi sono detto. Ma non prima di essermele godute per un po’, perché certe piogge non si possono sprecare così. E allora cappuccio in testa, a ripararmi dal vento che nel frattempo s’era fatto freddo, e sguardo al cielo, per sentirmi punzecchiare il volto da quelle sottilissime, dolci, gelide stilettate, come punte di spillo zen.

Un po’ di pace interiore anche per me. Mi sembra di meritarmela.

Partiti!

Posted on May 8th, 2006 by bardo
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E poi un giorno, quando nessuno ci credeva neanche più, il bardo se ne esce che ha finalmente creato il blog sul suo sito personale. Come? Certo che ne avevo già uno… beh, di più c’è che è commentabile, linkabile, trackbackabile, insultabile, adorabile, digeribile, impermeabile, massaggiabile, leccabile, ininfiammabile, caramellabile! Fatevi avanti e assaggiate! :D

E voi come lo vorreste il mio blog? Si accettano proposte…